38) Bloch. La filosofia deve essere dialettico-materialista.
Proponiamo alcuni brani del filosofo Ernst Bloch (1885-1977), che
ha ripreso le tesi di Lunaciarskij in ambito marxista,
sviluppandole con ampiezza di conoscenze e mettendo in evidenza
aspetti originali (su Lunaciarskij vedi Introduzione ai capitolo
Due e Dodici, Il superamento di Feuerbach). Egli  importante
soprattutto per l'analisi della dimensione utopica, propria
dell'uomo e presente sia nel cristianesimo sia nel marxismo. Dopo
la Prima guerra mondiale Bloch divenne comunista e, in seguito
all'avvento al potere di Hitler, fugg dalla Germania. Dopo la
guerra, ritornato in patria, egli scelse di risiedere nella parte
orientale della Germania, sotto regime comunista. Qui scrisse la
sua opera pi importante Il principio speranza. Per le sue idee
perse l'incarico d'insegnamento e alla fine and ad abitare nella
parte occidentale. In questo brano, dopo aver tessuto l'elogio di
Hegel, Bloch passa a trattare del marxismo e nota che questa
filosofia  l'unica in grado di incamminare l'umanit verso il
passaggio dalla preistoria alla storia, cio verso la
realizzazione dell'utopia.
E. Bloch, Dialettica e speranza.

 Il razionale pu divenir reale, e il reale razionale; questo
dipende dalla fenomenologia o storia dell'esperienza della vera
azione. Questo  l'operare del vero o il compimento della sua
preistoria che dura ancor oggi,  mutamento del mondo conforme
alla sua concettuale tendenza dialettico-materiale,  concordanza
della teoria-prassi umana con una realt effettuale in armonia con
se stessa. La contemplazione passiva non ha qui luogo: al
contrario, il sapere, per il quale teoreticamente non v' limite,
nella liberazione socialista, nello spezzare la servit e il
dominio della necessit, deve servirsi praticamente dell'ostacolo.
Il marxismo si differenzia qualitativamente soprattutto qui da
qualsiasi precedente filosofia, quindi anche da quella hegeliana
alla quale  pi vicino. Poich con un balzo verso il nuovo, di
cui la storia non presentava sino ad ora esempio, comincia per
mezzo di Marx - con la continuazione e insieme il superamento di
Hegel - la trasformazione della filosofia in filosofia della
trasformazione del mondo. La filosofia non  pi filosofia se non
 dialettico-materialista, ma deve egualmente restar fermo ora e
nell'avvenire. il materialismo dialettico non  tale se non 
filosofico, cio se non procede in vasti aperti orizzonti. Questo
procedere  un lavoro teorico-pratico contro l'estraneazione, cio
per l'alienazione dell'alienazione, quindi per la manifestazione
di ci che  nativo, in cui il nucleo o l'essenziale dell'uomo e
del mondo pu finalmente cominciare a manifestarsi. E proprio in
questo tempo, su questa terra, nell'ambito del nostro finalmente
raggiungibile contenuto di libert. A questo conduce, senza
coscienza del problema, anche la preistoria sino ad ora trascorsa,
ma la storia consapevolmente costruita possiede il suo tema
determinante nel costantemente meditato, mediatamente anticipato
contenuto-totum del regno della libert. Parziali realizzazioni
del disegno, configurazioni realistico-simboliche, hanno gi
caratterizzato questo reale verso dove e con che scopo. E' il
semplice che  difficile da realizzare, l'essere-per-s, le cui
vie debbono venir conquistate, la cui eccellenza esige valore.
Quanto pi urgente  il dominio dei mezzi che conducono a questo
fine tanto pi esso  evidente: divenire oggetto dei soggetti,
mediazione soggettiva degli oggetti. Questo fine di un'esistenza
umanizzata fu come desiderio sempre vicino ma come presenza sempre
utopisticamente lontano. Il positivo movimento verso la sua
realizzazione effettuale  iniziato ora, finalmente, in modo
consapevole, contro l'alienazione di tutti gli uomini e di tutte
le cose, per il giungere-a-se-stesso dell'essere-se-stesso. Il
socialismo, liberando da tutte le condizioni dell'esistenza che
portano in s l'impronta del lavoro alienato, liberer l'intera
societ dall'alienazione e creer con questo le basi per tutto un
mondo come patria dell'umanizzazione. Dai tempi pi antichi la
mta della ricerca della felicit - che l'interiore diventi
esterno e l'esterno come l'interiore - non abbellisce e non
conchiude, come in Hegel, il mondo esistente, ma  collegata
invece con quello non ancora presente, con le qualit del reale
cariche di futuro.
E. Bloch, Dialettica e speranza, Vallecchi, Firenze, 1967, pagine
170-172.
